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Articolo a firma di Daniela Fassini pubblicato su l’Avvenire del 14.11.2017

Modelli agricoli più produttivi e più sostenibili. L’Italia della “temi” può contribuire così a fermare le migrazioni dai paesi più poveri. Riducendo le disuguaglianze. «Il mondo agricolo può essere oggi uno straordinario modello di cittadinanza». Ne è convinto il Ministro perle politiche agricole, Maurizio Martina che ha deciso di mettere nero su bianco, in un libro che esce oggi (“Dalla terra all’Italia”, edito da Mondadori) le sue politiche per una convivenza e una “terra migliore”.
Un saggio politico che cerca, attraverso le politiche agricole, di dare anche una risposta alle disuguaglianze, perchè «attorno al cibo si sta giocando, più che in passato, una grande sfida democratica».
Oltre ad affrontare il tema dello spreco alimentare, della lotta al caporalato e di giovani e innovazione, Martina dedica un capitolo anche al tema delle migrazioni e della scarsità. «Proprio il cibo sarà il nuovo petrolio del secolo in cui siamo entrati». In troppe aree del mondo la distanza tra pochi ricchi con grandi patrimoni e tantissimi poveri con poco o nulla si è allargata a dismisura. «Avanza ancora una questione redistributiva che va affrontata con soluzioni inedite» suggerisce il Ministro che di cibo e alimentazione e paesi poveri ne ha anche parlato e masticato con Expo Milano 2015. La prima guerra per l’acqua risale attorno al 2400 a.C. in Mesopotamia, ricorda il Ministro. L’ultimo conflitto di questo tipo registrato è invece del 2015, tra Iran e Afghanistan, sull’utilizzo del fiume Hari Rud. Il World Economic Forum ha inserito l’eventualità di una crisi idrica tra le maggiori minacce per il futuro del pianeta. Solo il 2,5% dell’acqua presente sulla Terra è dolce e solo l’1% è utilizzabile per usi umani. «Grande parte di questa acqua è impegnata proprio a fini agricoli» scrive Martina. La pace e la sostenibilità passa così dai contadini e dalla nuova centralità che questi lavoratori della terra potranno assumere.
«L’Italia, con la sua storia e il suo presente, pub fare molto» sprona Martina. Dobbiamo solo crederci e impegnarci.